Rosari, lenti a contatto e assicurazioni

di Anna Mazzitelli
Abbiamo ricevuto racconti di persone che hanno avuto dei segni da Filippo. Sono tutte cose “piccole” ma fondamentali per loro in quel momento. Ci dicono che si trovavano in difficoltà hanno pensato a lui, hanno chiesto il suo aiuto e hanno visto il loro problema risolversi, senza nemmeno sapere come.
La prima storia è di Annamaria, nonna di un bimbo di otto/nove anni.
Ci ha raccontato che, pochi giorni dopo il funerale di Filippo, era in Chiesa e stava recitando un rosario proprio per lui.
E’ stata raggiunta da suo marito, ed è per questo che ho specificato che Annamaria è nonna, non per farle i conti sull’età, ma per ipotizzare almeno una quarantina di anni di matrimonio. Annamaria racconta che in questi, diciamo, quarant’anni non era mai successo quello che è accaduto quel giorno: suo marito le chiede cosa stesse facendo, lei risponde che sta recitando il rosario per Filippo, lui si siede accanto a lei, e inizia a pregare assieme a lei.
Mica è semplice pregare in coppia, o ci si abitua nel tempo a farlo, ci si esercita, oppure è una cosa tutt’altro che naturale. Invece quel giorno per loro lo è stato.
La seconda storia è di Marinù che, evidentemente emozionata, mi ha raccontato di quando una mattina mentre si preparava per andare al lavoro, senza sapere come, le si è incastrata una lente a contatto dietro l’occhio.
Io non ho mai portato lenti a contatto e posso solo immaginare la sensazione di panico che si debba provare in simili occasioni.
Marinù era agitatissima (come darle torto!) e già si vedeva in attesa al pronto soccorso per una mattinata intera sperando di risolvere il problema.
Mi ha detto anche che per lei è sempre molto difficile riuscire a prendersi un permesso dal lavoro e quindi l’idea di andare al pronto soccorso era ancor più scoraggiante. Poi però, ha raccontato, ha cercato di calmarsi, ha respirato forte e si è rivolta a Filippo, chiedendo: “Aiutami tu!”.
Dopo essersi lungamente accertata che la lente non fosse finita da qualche altra parte, avendo minuziosamente ispezionato l’intero bagno, si è fatta coraggio e ha deciso di prepararsi per andare al lavoro, una volta lì chiedere il permesso e recarsi al pronto soccorso per farsi togliere la lente da dietro l’occhio.
Giunta in cucina lo sguardo le è caduto sulla sua mano, e la lente dispersa era proprio lì, appoggiata sul suo indice. Impossibile capire come ci fosse arrivata, visto che l’aveva cercata a lungo e con cura. Marinù mi ha detto: “E’ stato sicuramente Filippo, con il fare tipico dei bambini, che ti mettono le cose in mano e ti risolvono con semplicità situazioni complicatissime.”

La terza storia è di Angela, ad alcuni nota come “XL”, che in seguito a un incidente, e alla scoperta di una patologia, si è trovata in serie difficoltà dovendo affrontare diverse spese per l’acquisto di farmaci e per terapie riabilitative.

Questo il suo racconto:

Filippo mi ha già aiutata una volta: da più di tre mesi ho avuto un incidente e attualmente non sono in grado di lavorare nemmeno per quelle ore che mi permettevano di arrivare a fine mese. Nel frattempo ho scoperto un serio problema fisico, da curare con farmaci non mutuabili e costosi. Beh, ho chiesto il suo aiuto e mi sono arrivate ben 250 euro, giuste giuste per pagare l’ortopedico e la prima iniezione. Non scendo nei particolari ma sono certa che mi ha aiutato. E’ una cosa molto materiale ma per me preziosa.

Pochi giorni dopo la sua seconda mail:

Carissimi,

Filippo ha fatto il bis, portandomi il denaro che occorre per la seconda iniezione.
A questo punto vi spiego qualcosa…
I primi 250 euro sono arrivati “per gioco”.
Sono entrata in mattinata in un bar per bere qualcosa di caldo, perché avevo preso parecchio freddo. Nel darmi il resto, la proprietaria mi ha porto una moneta da un euro dicendomi: “Giocala!”, riferendosi ad un videogioco vicino all’entrata.
Non sono una che gioca e, normalmente, avrei detto: “No, grazie!”, ma istintivamente ho sentito che dovevo farlo.
Ho praticamente preso il bonus: le 250 euro!
Ringraziando la proprietaria le ho detto: “Caspita! Mi hai dato un buon suggerimento, stamattina!”.  Mi ha risposto: “Non dico mai a nessuno di giocare, ma con te m’è venuta così! Non so nemmeno perché te l’ho chiesto…”.
Secondo colpo di Filippo: ieri mi è arrivato un assegno dall’assicurazione per pagare i danni che ha subito il mio scooter. Beh, il perito è stato stranamente di manica larga e ha valutato il danno con una cifra ben più alta rispetto ai danni effettivi. 
Ho telefonato all’assicurazione e mi è stato risposto che a loro non interessa se uso o no quei soldi, posso anche non far riparare per niente lo scooter, ma quella è l’entità del danno stimato dal perito… quindi con i soldi che mi avanzano dopo la riparazione ci pago la seconda iniezione.
Collego tutto a Filippo, usato da Maria, perché ho messo la sua foto nel dekstop del mio pc, proprio sotto l’immagine della “Vergine con l’uva”, che tiene in braccio il piccolo Gesù. Di fianco ho messo una mia carissima amica, anche lei in Paradiso.
Ogni volta che accendo il pc me li godo, e sembra proprio che stiano guardando Maria e Gesù. Tutte le mattine accendo il pc prima di uscire di casa… e anche la mattina del “gioco” e ieri mattina l’ho acceso, chiedendo istintivamente a Filippo di aiutarmi.
E’ molto materiale questa cosa, lo riconosco, ma in questo momento per me è importantissima.

E bravo Filippo! Ma stai attento, ora che sanno che le aiuti, queste persone hanno detto che passeranno a chiederti cose serie!!!

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4 Pensieri su &Idquo;Rosari, lenti a contatto e assicurazioni

  1. Già che ci sono…
    Ieri sera mi sono sentita molto amata da Filippo. Sì, perché mi è stata regalata una cosa particolare: una palla di vetro, con la neve. Tra l’altro la base è uno scarponcino sinistro… Per il mio piede infortunato? Ahahahaha! Smack, Filippo! Sei anche ironico e divertente!

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