“Alzati e cammina!”


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di Claudio Perazzini

Carissimi Anna e Stefano,

Oggi (21 novembre) la Celebrazione è stata un momento grande con tanta Vita.

La coincidenza della data del Battesimo di Filippo con quella della sua partenza per il Cielo mi ha colpito, e vorrei poter dire la mia esperienza di questi due giorni.

Il giorno prima che Filippo spiccasse il volo, ho iniziato la mattinata con il forte desiderio di andare in chiesa per raccogliermi a pregare e parlare direttamente a Gesù. Meditavo quelle parti dei Vangeli dove Gesù guariva i malati, la resurrezione di Lazzaro… e dicevo a Gesù che oggi Lui avrebbe dovuto fare una guarigione così, incontrare Filippo e intimargli: ” Filippo alzati! Cammina!!”.

Ma questo era solo nella mia mente e nel mio cuore.

All’ora di pranzo vado in chiesa e mi siedo subito davanti al Tabernacolo. C’era una presenza di alcune persone e si levava anche qualche nota d’organo, ma non ho prestato attenzione. Pochi attimi dopo una signora mi si avvicina dicendomi “Stiamo iniziando una preghiera per i malati, se vuole scrivere il nome di una persona per la quale pregare lo scriva su questo foglio” porgendomi carta e penna. Lo faccio subito, scrivendo per il piccolo Filippo, lo piego e lo pongo in un cestino insieme ai foglietti delle altre persone.

Inizia la celebrazione, ben preparata, col salmo, i canti e vengono letti numerosi versetti del Vangelo di Matteo, in cui Gesù passa e guarisce i malati. Io rimango sbalordito nel trovarmi nella preghiera che desideravo e ascoltare nel Vangelo ciò che avevo meditato nella mattinata. Ascoltando il Vangelo era come se Gesù, in quel momento, mi dicesse: “Io ci sono, sono qui. Ti ascoltavo questa mattina mentre meditavi e ora ti parlo di quelle cose.”

La concretezza della presenza di Gesù si stava delineando. Gesù mi aveva ascoltato e aveva preparato le cose perché anch’io potessi ascoltarlo. Ma rimaneva l’ardire dell’altro mio pensiero, come poteva dire a Filippo “vieni e alzati!”.

La celebrazione proseguiva. Mentre veniva cantato in modo dolce e solenne il Kyrie eleison, il cestino con i foglietti dei nomi veniva depositato davanti a un’icona di Gesù bella e illuminata. Ciascuno aveva acceso una candelina come quella del battesimo ponendola davanti all’icona.

Ero però turbato dal mio chiedere che andava oltre ogni cosa.

Il giorno dopo con molta tristezza ho saputo della partenza di Filippo.

Oggi (21 novembre) arrivo in chiesa con un po’ di anticipo. Mi siedo nella navata centrale, vicino a una colonna, non c’è nessuno tranne i ragazzi che puliscono. La chiesa è per me nuova. Mi soffermo su un po’ di particolari, qua e là, poi alzo gli occhi, e proprio davanti a me, guardando l’altare sulla destra, dietro al crocifisso, c’è un’icona molto simile a quella della preghiera per gli ammalati. Mi si ferma un po’ il respiro. Gesù è lì, non si è dimenticato. Due giorni prima avevo lasciato il nome di Filippo scritto su un foglietto ai piedi dell’icona, oggi (anche l’ora era circa la stessa di due giorni prima) ai piedi dell’icona sarebbe stato posato il corpicino di Filippo.

Ho capito bene che Gesù aveva pronunciato il Suo “Filippo, alzati!”. Filippo era già lì con Gesù, era arrivato prima di noi, e stava camminando non per le nostre strade di tutti i giorni, ma per le strade del Paradiso.

Con questa convinzione e stato d’animo ho poi assaporato tutta la Celebrazione, durante la quale le parole dei sacerdoti hanno aperto sempre più lo sguardo verso il Paradiso.

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