Per me risotto alla vita eterna, grazie!

Iniziamo oggi a condividere storie di amici, amici che hanno vissuto accanto a noi gli ultimi anni, che hanno conosciuto Filippo personalmente o ne hanno sentito parlare. Le loro storie raccontano di piccoli miracoli, non come quelli che fanno camminare un paralitico, ma storie di tutti i giorni, in cui però dalle difficoltà, da una piccola croce nasce qualcosa di bello, di buono, di vero, di miracoloso.

Anna è una ragazza speciale; anche a lei la vita ha riservato qualche sorpresa, di quelle che spesso nei ragazzi della sua età fanno sorgere sconforto e scoraggiamento. Invece Anna non si è fatta schiacciare dalle sue difficoltà, anzi ci è salita sopra e da lì ha spiccato il volo ed oggi affronta la vita con coraggio, determinazione e uno splendido sorriso.

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In casi come questi scrivere diventa un bisogno primario. Sento la necessità di “fermare” ciò che ho visto, che ho vissuto. E di realizzare tra me e me la quantità di bellezza con cui sono venuta a contatto, in una sola serata. Un’unica, normalissima, consueta serata tra famiglie amiche: sostanzialmente, ai miei increduli occhi, un miracolo.

Sebbene io sia per mia natura una che tende all’esagerazione, stavolta le mie parole si limitano a descrivere ciò che è stata la realtà dei fatti e troverei dunque scorretto “ridimensionare” l’unica parola in grado di esprimerla: perché proprio di miracolo trattasi. E su questo non ho alcun dubbio!
Anna e Stefano, i genitori di Filippo, Francesco e Giovanni, hanno invitato stasera (25 novembre) a cena a casa loro tutta la mia famiglia e Don Stefano. Stasera, e cioè, con esattezza, quattro giorni dopo il funerale del loro primogenito, Filippo, salito al cielo giovedì 20 novembre, a causa di una leucemia durata sei anni.
Ebbene questi genitori, proprio loro, gli stessi che il giorno del funerale, senza una spiegazione razionalmente comprensibile, dispensavano abbracci e caldi sorrisi a tutti i presenti, stasera sono stati in grado di parlare, mangiare, ridere e scherzare del più e del meno nel corso di una piacevolissima cena con i loro amici. Ma questo non perché in loro ci fosse una qualche volontà di rimozione dell’ultimo tragico evento, anzi: era un clima accogliente e familiare in cui il ricordo di Filippo faceva capolino, in tutta tranquillità, tra un argomento e l’altro.
Quello che intendo dire è che il miracolo di una cena simile, preparata e offerta da genitori in condizioni che sfiorano il limite di umana accettazione, non si compie nel momento in cui la morte di Filippo diventa tabù e quindi, tutti attori, si fa finta che non sia successo nulla di brutto; ma, anzi, avviene nella decisione degli stessi genitori di fare di questa morte una Resurrezione. Altrimenti non me lo spiego!
Altrimenti non spiego ai miei occhi i sorrisi di Anna e i commenti di Stefano sul baseball, non mi spiego il risotto alla zucca preparato con amore e le citazioni di Big Bang Theory. Non sarebbe spiegabile quest’aurea di “normalità” quando qualsiasi persona “normale” in un momento simile starebbe nello sconforto più buio. Non spiego tutto questo se non come la prova tangibile e concreta (almeno quanto lo erano gli involtini di carne che ho mangiato con loro!) della Fede in Gesù Cristo.
O è questo o è pura follia. O forse è la stessa cosa!
Se è folle credere in Qualcuno che muore per te e in questa morte ti regala una vita Nuova, allora i Cristiani sono le persone più matte che io abbia mai incontrato. Matte e vergognosamente FELICI!

Anna e Stefano amavano Filippo e lo amano tutt’ora.

Lo hanno “semplicemente” lasciato andare a chi pensano lo amerà più della Sua stessa vita. E questa è una testimonianza che fa tremare i polsi: non ne sei semplicemente spettatore. Se hai colto anche solo in minima parte la grandezza, la Verità di cui sto parlando, non potrai non lasciarti interrogare anche tu: e la mia, di casa, è costruita sulla sabbia o sulla roccia?
Questa serata si è impressa a fuoco nella mia mente. Ogni volta che il mio cuore vi tornerà, io mi domanderò se quella Bellezza che ho visto nei loro occhi quella sera, qualcun altro riesce a vederla nei miei oggi.

Ho visto un Miracolo e niente e nessuno potrà portarmelo via!
E, tra l’altro, penso proprio che chiederò a mamma di cucinare più spesso il risotto di Anna, quello dolce alla zucca che mi è piaciuto tanto … Aveva un piacevole retrogusto alla vita eterna!

Anna Menesatti                                                                                                                                                                  

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3 Pensieri su &Idquo;Per me risotto alla vita eterna, grazie!

  1. Anche io ho visto un miracolo, in casi come questi il minimo che si possa fare è affermarlo. Fa bene a se stessi e, spero, agli altri. E’ utile per capire perchè siamo in questo mondo. E’ utile per capire che Cristo non è solo uno straordinario personaggio della storia. E’ utile perchè quando si barcolla sotto i dubbi di una fede incostante abbiamo tremendamente bisogno di segni dal cielo. O dalla terra…verso il Cielo. Grazie infinite perchè avete reso visibile anche agli “occhi stanchi” che attraverso Cristo la disperazione è stata sconfitta dalla Speranza.

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  2. Questo racconto è meraviglioso ed è ciò che sto dicendo in giro. Io ho visto -dico a tutti- ho visto questi due genitori bellissimi e ho sentito i loro abbracci quel giorno, e nonostante la loro stanchezza negli occhi, la consapevolezza dell’esistenza di un amore grande che sosteneva Filippo, dominava. È un miracolo questo, è una grande lezione di vita e di amore. Non smetterò mai di dirlo in giro!

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